#proiettilidicarta: Il Cartomante di Irma Cantoni

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È con gioia che oggi parliamo del romanzo di Irma Cantoni, “Il Cartomante”, edito da Orlotti. Siete pronti?

Data di uscita: 10 Ottobre

Acquistalo subito: Il Cartomante

Editore: Orlotti
Collana: Filo Sospeso
Prezzo: € 18,00
Pagine: 272

È nella notte di Ferragosto, tra i lampi e gli scoppi dei fuochi d’artificio, che il cartomante viene ucciso. Eugenio Bilotti, all’anagrafe, per tutti Rasputin, il Lupo, il negromante. A Brescia e dintorni chiunque lo conosce e lo evita con cura, eccetto i tanti che gli si rivolgono per scrutare il proprio destino o per piegarlo ai loro desideri con rituali di magia nera, dietro lauta ricompensa. Quando Gemma, la tizia stramba che tutti credono sua sorella, rinviene il corpo senza vita del cartomante, il nuovo commissario in arrivo da Roma viene convocato con urgenza per dare avvio alle indagini.

Per Vittoria Troisi ‒ cinquant’anni, venti dei quali passati in polizia, passato doloroso e cuore blindato dalla solitudine ‒, il primo caso dopo il trasferimento forzato al nord rischierà di rivelarsi una partita più grande di lei. Dalla cascina fatiscente di Sant’Eufemia, piccola frazione alle porte di Brescia, l’ombra del mago nero sembra allungarsi fin sopra la città, dal Castello che la sovrasta alle Torri di San Polo, rendendo più labile il confine fra il mondo dei vivi e il regno dei morti.

Fra clienti avidi e senza scrupoli, poteri oscuri e un’umanità smarrita che vive di menzogne e piccole sopraffazioni quotidiane, il primo romanzo della serie che vede protagonista la commissaria Vittoria Troisi ci conduce oltre ciò che crediamo di conoscere, per esplorare dimensioni occulte che, silenziose ma potenti, pulsano appena oltre la soglia della nostra realtà.

Sembra passata un’eternità dall’ultima volta che ci siamo “visti” su queste pagine, per un po’ di tempo il lavoro mi ha letteralmente inghiottita, fagocitata dal peso delle responsabilità che ne derivano. Mi è mancato scrivere, regalare sensazioni e raccontare delle emozioni che provo leggendo un libro, quindi rieccomi qui. Vorrei potervi raccontare gli alti e i bassi di questo periodo, forse lo farò ma sicuramente con i miei tempi, sono felice che durante la mia assenza la mia controparte d’inchiostro, Deborah, vi abbia deliziati con letture e scatti di luoghi meravigliosi. In un certo senso la stamberga non ha mai chiuso i battenti e spero che mai lo farà, quindi bando alle ciance e “ripartiamo”.

Per il mio ritorno fra i corridoi un po’ polverosi della stamberga ho scelto di parlarvi del romanzo di Irma Cantoni, “Il Cartomante”, un volume che già alla prima occhiata fa capire qual è il suo spessore, con una copertina capace di attirare subito l’attenzione del lettore grazie alla sua grafica accattivante, il re di quadri che domina la figura di una donna e il gioco di ombre che si crea fra le due figure riassumono in maniera perfetta questo romanzo. 

Difatti questa storia ci porta nel grembo di Brescia, fra i suoi quartieri e nei suoi bassifondi, dove il nome de Il Cartomante viene sussurrato quasi come se fosse una maledizione da evitare, qualcuno a cui si ricorre solo se l’alternativa è la morte, una figura ammantata dall’oscurità con tanti nomi quanti ne ha il demonio ed è ironico il fatto che è proprio della sua morte che si parla. Ebbene sì, qualcuno ha ucciso il Cartomante, ma nessuno sa chi possa essere stato, chi sia riuscito in tale impresa deve essere addirittura peggiore di chi tirava le fila della criminalità bresciana nascosto nell’ombra, un killer tanto abile da portare a termine il suo compito senza lasciare traccia.

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E così che comincia a mettersi a fuoco la figura di Vittoria Troisi, in polizia da vent’anni e con un tumultuoso passato che l’ha portata ad essere trasferita forzatamente a Brescia, dove in concomitanza del suo arrivo avviene il tragico delitto portandoci così a conoscere non soltanto il Cartomante ma anche la bellissima città che fa da sfondo a questa storia. 

È proprio durante questa prima indagine bresciana della Troisi che il romanzo si amplia, portandoci a scoprire i piccoli dettagli che compongono questo quadro, dalle zone più antiche di Brescia a quelle più moderne, ogni luogo sembra avere una doppia identità, durante il giorno sembra una città normale che come tutte le altre è frenetica, piena di vita e di incontri peculiari, mentre di notte diventa il regno delle ombre quello in cui il Cartomante allunga le sue terribile grinfie, soggiogando chiunque gli si pari davanti.

Per Vittoria Troisi questo è il battesimo del fuoco, la sua prima indagine nella nuova città che la vede protagonista, dove dimostrare non soltanto ai colleghi ma anche a se stessa che è ancora in grado di farcela nonostante tutto il dolore che si trascina addosso come una valigia pesante che non riesce a riporre facilmente. La penna di Irma Cantoni è intensa quando si tratta di delineare il suo commissario e al tempo stessa crudele quando racconta tutto ciò che orbita attorno a questo peculiare caso. 

L’umanità si disgrega pagina dopo pagina, alla verità si preferisce scambiare la propria identità con un’altra pur di non rivelarsi, di non procedere quanto basta per permettere alla luce di entrare. 

È un’indagine fatta di ombre, infatti, un romanzo che colpisce per lo stile della Cantoni, della sua capacità di “animare” i suoi personaggi, di renderli talmente vivi da poterli percepire e comprendere, anche con poche descrizioni è capace di raccontare il lato più nascosto di chi popola le pagine ed è questo uno dei motivi per cui ho trovato affascinante “Il Cartomante”. La sua perizia psicologica rende questa narrazione piacevole, anche se il ritmo non è frenetico, si prende il tempo necessario per portare avanti la storia senza rinunciare al lato introspettivo dei suoi personaggi.

«Eugenio Bilotti possedeva le facoltà extrasensoriali proprie del circuito della magia nera. A suo dire, si erano manifestate in età precoce. Avrebbe potuto limitarsi a fare le carte, e rimanere sano di mente, ma l’avidità l’aveva spinto a nuocere con i malefici. […] Passo dopo passo, si era spinto verso un baratro di solitudine e oscurità.»

 

 

 

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Orlotti per la copia omaggio.

 

 

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